Perchè andare da uno psicologo?

Nella propria vita ogni persona affrosofferenzanta cambiamenti ed eventi che  possono generare una sensazione di malessere, ma quando è opportuno consultare uno specialista?

Ci sono persone che decidono di intraprendere un percorso di psicoterapia perché si sentono depresse o ansiose o arrabbiate. Altre invece sentono la necessità di un sostegno per affrontare una malattia. Altre ancora sono in difficoltà a causa di una separazione, un divorzio o un lutto.

Cercare autonomamente di trovare le proprie risorse per raggiungere un nuovo equilibrio è senza dubbio un passo importante per stare meglio, tuttavia alcune volte   ‘essere nella propria pelle’ è proprio ciò che non consente di trovare una chiave per risolvere le situazioni che fanno soffrire.

Le persone si rivolgono ad uno psicologo o ad uno psicoterapeuta perchè sentono che sofferenza e disagio, sotto forma di sintomi specifici oppure di uno stato generale di inquietudine, preoccupazione e tristezza, non migliorano con il passare del tempo o con l’aiuto di amici e familiari. Altre volte, lo specialista viene contattato per essere aiutati a migliorare la qualità della propria vita, del proprio rapporto di coppia e delle proprie relazioni all’interno della famiglia.

Il lavoro dello psicologo non consiste solo nell’ascoltare passivamente i problemi e le difficoltà di chi gli sta di fronte. L’obiettivo della terapia non  è  nemmeno quello di trovare “un colpevole” su cui far ricadere la responsabilità di difficoltà e problemi. Lo scopo della terapia è identificare gli elementi che mantengono il disagio e individuare nuove strategie che consentano di gestire le difficoltà in modo più sano e funzionale.

Andare da uno psicologo è la scelta giusta per me?

Scegliere di parlare della propria sofferenza con qualcuno è una decisione che va presa col giusto tempo, diverso per ogni persona. Qualcuno ha bisogno solo di qualche giorno, altri di qualche settimana, altri ancora di qualche mese o addirittura di qualche anno. Ma è bene valutare che l’attesa, il più delle volte, può amplificare le paure, le sofferenze e le difficoltà. Decidere di intraprendere un percorso di psicoterapia non significa fallire, ma avere il coraggio di ammettere che si ha bisogno di aiuto.

Affrontare un percorso di terapia con una buona motivazione e con un atteggiamento propositivo rappresenta un buon punto di partenza che può essere raggiunto superando alcuni timori legati alla figura dello psicologo (segui il link per approfondire questo tema: https://wp.me/p3upfj-3a )  e scegliendo con cura lo psicoterapeuta a cui ci si rivolge.

Come scegliere il professionista adatto ai miei bisogni?

Scegliere la persona giusta a cui affidarsi dipende da tanti fattori, vediamone alcuni.

REQUISITI. Tutti gli psicologi che esercitano la professione devono obbligatoriamente essere iscritti all’Ordine. Accertarsi che la persona a cui ci si rivolge sia iscritta è il primo passo per distinguere un professionista serio. Questa verifica può essere fatta liberamente sul sito dell’Ordine Nazionale degli Psicologi nella sezione dedicata all’albo nazionale.

FIGURA PROFESSIONALE. Lo Psicologo è un laureato in psicologia che ha conseguito l’abilitazione in psicologia mediante l’esame di Stato ed è iscritto nell’apposito albo professionale. La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Lo psicologo può fornire consulenze psicologiche ed effettuare psicodiagnosi mediante l’utilizzo di test, ma non può svolgere attività di psicoterapia. Offre supporto nelle problematiche tipiche della quotidianità e/o degli aspetti “esterni” rispetto alla struttura di personalità, senza esplorare aspetti profondi.
Lo Psicoterapeuta dopo la laurea in Psicologia o in Medicina e l’iscrizione all’Albo, ha completato una specializzazione post-universitaria di almeno 4 anni, conseguendo un diploma presso un istituto riconosciuto e accreditato dal Ministero dell’Istruzione. Questo percorso di formazione permette allo psicoterapeuta di offrire un percorso specialistico di cura per affrontare le diverse forme di sofferenza psicologica.  Lo psicoterapeuta si occupa dei fattori interni della persona, del disagio psichico, della complessità individuale e del soggetto come interagente in un sistema. Inoltre può svolgere le attività dello psicologo.

COMPETENZA. Esperienza non è sempre sinonimo di bravura o competenza. Certamente la psicoterapia è come un lavoro artigianale, che si affina col tempo, ma si può lavorare per anni e anni sempre nello stesso modo, chiusi nella propria rigidità e scarsamente aperti al confronto. Ciò che rende competente un professionista non sono solo gli anni che ha dedicato all’esercizio della sua professione, ma è anche la sua formazione, il costante aggiornamento, il confronto con i colleghi, l’attenzione all’etica, l’onestà e l’umiltà di mettersi sempre in discussione.

RAPPORTO UMANO. Non si può prescindere dal fatto che la psicoterapia è anzitutto un rapporto umano. Il terapeuta “giusto” è quello con cui ci si sente a proprio agio, che si percepisce come affidabile, che mostra un interesse autentico per il paziente senza esprimere alcuna forma di critica o di giudizio. Un buon terapista non si atteggia a guru, a saggio, o a risolutore, ma si pone semplicemente come una persona esperta dei meccanismi del funzionamento umano, in grado, con la vostra collaborazione, di modificare una condizione di disagio trasformandola in nuovo benessere. Non è certamente lo psicoterapeuta giusto colui che viola il limite interpersonale, che vi dice cosa fare o non fare, con chi uscire o non uscire o che cerca di assumere un controllo sulla vostra vita, le vostre relazioni o le vostre scelte.

 

 

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